• Patrizia Gariffo

Un libro è come un figlio. E ti somiglia


Quando a giugno scorso mi sono arrivate le prime copie di Ogni cosa torna ho provato un’emozione difficile da spiegare, molto bella, ma non semplice da raccontare. E’ stato un po’ come quando si vede per la prima volta il proprio figlio, spero che non storcano il naso le madri. Sai che dentro di te sta nascendo e si sta sviluppando il tuo bambino, così come accade con le storie e i personaggi che crei, ma non sai quale sarà il suo aspetto, la sua forma fisica quando lo partorirai, proprio come succede quando il manoscritto viene stampato e puoi tenerlo in mano.


Così, toccare la copertina, le pagine, sfogliare il libro mi ha quasi intenerito, come quando si vede la propria creatura per la prima volta. Ero commossa, incredula e intimorita. Commozione di vedere il lavoro di più di un anno e mezzo nero su bianco, incredulità perché mi chiedevo “Ma l’ho scritto davvero io?” e timore per il fatto che chi l’avesse letto, magari, non l’avrebbe amato quanto l’ho amato io (e ci può stare, ovviamente). Insomma, un mix di sensazioni complicate da esprimere, ma meravigliose.


Un tuffo al cuore, poi, l’ho avuto quando ho visto la copertina di Ogni cosa torna. Quando mi era stata proposta dalla mia casa editrice, circa un paio di mesi prima della pubblicazione, l’ho amata subito. Tra le tre che mi erano state inviate da bookabook è stata quella che mi ha colpito subito e, così, dopo pochi minuti ho deciso che avrei scelto questa. Un'illustrazione d'impatto che rappresenta la crisi che vive la protagonista, il suo essere quasi "divisa in due", come altri personaggi del romanzo che presentano un lato oscuro.


Infine, come accade spesso con un figlio che somiglia alla madre, anche la donna raffigurata sulla copertina mi somiglia, almeno questo è quello che mi hanno detto in tanti. Addirittura un’amica (ma non solo lei, in verità), dopo aver acquistato il romanzo, mi ha detto: "Pensavo che quella in copertina fossi tu, perché secondo me la figura femminile un po’ ti somiglia". E, ad essere sincera, lo penso un po' pure io, ma non sono io.


"Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero."

Proverbio Zen

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